funghi:

Tossicologia

 

FUNGHI CHE POSSONO CREARE PERICOLOSE CONFUSIONI

     

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 Funghi tossici

Funghi commestibili

       somiglianti

Sindrome
Agaricus xanthoderma* Agaricus nivescens

Agaricus arvensis

Agaricus campestris

Agaricus silvicola

 

gastrointestinale  

Amanita muscaria

Amanita muscaria fo. aureola

(esemplari immaturi)

Amanita caesarea

Russula aurea

Lycoperdon perlatum

panterinica (microatropinica)

 

Amanita pantherina Amanita spissa

Amanita rubescens°

panterinica (microatropinica)

Amanita phalloides Russula aeuruginea

Russula olivacea

Russula virescens

Agaricus campestris

Agaricus macrosporus

Agaricus silvicola

Macrolepiota excoriata

Leucoagaricus leucothites

Tricholoma flavovirens

Tricholoma portentosum

Volvariella speciosa

 

 

 

falloidea  

 

 

 

Amanita verna Amanita ovoidea

Amanita solitaria

Agaricus arvensis

Agaricus silvicola

Calocybe gambosa

Lepiota alba

Leucoagaricus leucothites

Psalliota alba

 

 

falloidea  

Amanita virosa Amanita alba

Agaricus campestris

Agaricus arvensis

Agaricus silvicola

Leucoagaricus leucothites

Tricholoma columbetta

 

falloidea  

Boletus purpureus*

Boletus satanas

Boletus luridus °

Boletus erytropus

Boletus queletii

gastroenterica costante

Calocera viscosa* Ramarla largentii ° gastroenterica  
Choiromyces meandriformis Tuber magnatum gastroenterica  
Clitocybe ° Pleurotus eringii gastroenterica

muscarinica     

Clitocybe cerusata

Clitocybe dealbata

Clitopilus prunulus

 

muscarinica  
Clitocybe phaeophtalma Clitocybe infundibuliformis gastroenterica  
Clitocybe rivulosa Lyophyllum connatum muscarinica  
Cortinarius aleuriosmus Agaricus silvicola gastroenterica  
Cortinariusm cinnabarinus Hygrocybe punicea orellanica (sospetto)   
Cortinarius citrinofulvescens Cantharellus cibarius orellanica  
Cortinarius cyaneus Lepista nuda ° gastrenterica  
Cortinarius limonius Chroogomphus helveticus orellanica  
Cortinarius orellanus Chroogomphus helveticus

Gomphidius viscidus

Armillaria mellea

Cortinarius varius

Russula aurea

orellanica  
Cortinarius purpurascens Lepista nuda ° gastroenterica  
Cortinarius speciosissimus Croogomphus rutilus orellanica  
Cortinarius splendens Tricholoma flavovirens

Cortinarius sulfurinus

orellanica (presunta)  
Cortinarius traganus Rozites caperatus gastroenterica  
Cortinarius trivialis Hygrophorus persoonii gastroenterica  
Cortinarius vitelinus Tricholoma  flavovirens orellanica  
Cortinarius volvatus Cortinarius cumatilis gastroenterica  
Entoloma sinuatum***

 

Calocybe gambosa

Clitocybe nebularis °

Clitopilus prunulus

Tricholoma columbetta

gastroenterica

Intossicazione acuta con complicazioni epato-renali e possibili effetti letali

  

Galerina marginata Kuehneromyces mutabilis falloidea  
Giromitra esculenta Morchella giromitrica  
Gyromitra gigas Ptychoverpa bohemica * giromitrica  
Hebeloma sinapizans* Limacella guttata gastroenterica  
Hygrocybe conica* Hygrocybe intermedia gastroenterica  
Hypholoma fasciculare***

Hypholoma sublateritium**

Armillaria mellea °

Clitocybe tabescens

Flammulina  velutipes

Kuehneromyces mutabilis

Hypholoma capnoides (sospetto)

 

gastroenterica  

Inocybe commutabilis Marasmius oreades muscarinica  
Inocybe patouillardi Entoloma clypeatum(sospetto) muscarinica   
Inocybe geophylla Marasmius oreades muscarinica  
Inocybe rimosa Marasmius oreades

Calocybe gambosa

muscarinica  
Lactarius bresadolianus* Lactarius deliciosus

gastroenterica  

Lactarius porninsis* Lactarius salmonicolor

gastroenterica  

Lactarius torminosus* Lactarius salmonicolor

Lactarius deliciosus

gastroenterica  

Lepiota brunneo-incarnata Lepiote con diametro<10cm Sindrome falloidea  
Lepiota clypeolaria Macrolepiota excoriata

gastroenterica     

Lepiota cristata Agaricus comtulus

gastroenterica     

Leucoagaricus bresadolae Macrolepiota procera

gastroenterica     

Macrolepiota venenata* Macrolepiota rhacodes

gastroenterica     

Omphalotus olearius** Cantharellus cibarius

Hygrophoropsis aurantiaca (sospetta)

gastroenterica     
Paxillus rubicundulus 

Paxillus filamentosus

Clitocybe costata

 

paxillica  

Paxillus involutus Lactarius turpis

paxillica     

Pholiota squarrosa Armillaria mellea °

gastroenterica  

Ramaria formosa* Ramaria aurea

Ramaria botrytis

Ramaria flava

 

gastroenterica  

Ramaria pallida o mairei* Ramaria botrytis °

gastroenterica  

Russula badia Russula integra

gastroenterica  

Russula foetens* Russula mustelina

gastroenterica  

Russula olivacea o alutacea* Russula xerampelina

gastroenterica  

Russula queletii* Rusula amoena

gastroenterica  

Russula rodophus Russula paludosa

gastroenterica  

Russula sanguinea* Russula lepida

gastroenterica  

Scleroderma verrucosum Lycoperdon umbrinum *

gastroenterica  

Stropharia ferri Agaricus tenuivolvatus

gastroenterica  

Stropharia melasperma Agaricus  semotus psilocibinica (allucinogena)

Tricholoma glaucocanum Lepista nuda °

Sconsigliato

(sapore sgradevole)

Tricholoma groanense Tricholoma portentosum

gastroenterica  

Tricholoma sulphureum* Tricholoma flavovirens

gastroenterica  

Tricholoma tigrinum o

pardinum**

Tricholoma atrosquamosum

Tricholoma portentosum

Tricholoma terreum

 

gastroenterica     

Tricholoma vaccinum* Armillaria mellea *

gastroenterica  

Tricholoma virgatum* Tricholoma terreum

gastroenterica  

Tylopilus felleus Boletus aestivalis o reticulatus

gastroenterica  

sospetto  

° = tossico da crudo    
* L’asterisco indica la gravità dell’intossicazione gastroenterica

Sindromi da ingestione funghi tossici

Sindromi a breve latenza

Sindromi a breve latenza
1 - Sindrome muscarinica o sindrome neurotossica  colinergica.

2 - Sindrome panterinica o sindrome neurotossica anticolerginica
3 - Sindrome psitropica o psicodispleptica o psilocibinica
4 - Sindrome coprinica
Sindromi a lunga latenza 
5 - Sindrome orellanica
6 – Sindrome falloidea
7 -  Sindrome paxillica
8 – Sindrome giromitrica
Intossicazioni  gastrointesinali
Intossicazione da funghi crudi

1 - Sindrome muscarinica o sindrome neurotossica  colinergica.

    Specie responsabili:

  Clitocybe cerussata

  Clitocybe dealbata

  Clitocybe rivulosa

  Inocybe asterospora

  Inocybe geophylla

  Inocybe patouillardi

  Inocybe fastigiata

  Inocybe dulcamara

  Mycena rosea

  Mycena pura

Principio attivo : Muscarina

Latenza:

L’effetto tossico compare molto velocemente, i primi sintomi possono insorgere
già alla fine  del  pasto.

Sintomatologia:

disturbi gastrointestinali con vomito e/o  diarrea, accompagnati da dolori allo
stomaco e all’addome,

aumento della secrezione di tutte le ghiandole esterne, sudoripare, lacrimali,
mucose nasali e bronchiali.

Spesso si associano disturbi vasomotori, tremori, vertigini, crampi. Caratteristica
la bradicardia

(rallentamento del battito cardiaco) e la miosi (restringimento della pupilla
dell’occhio).

Compare anche mal di testa, respiro asmatico e disidratazione più o meno
accentuata.

La morte, molto raramente, può avvenire per collasso cardiocircolatorio o
paralisi respiratoria.

 

Terapia:

Unico avvelenamento dove è possibile somministrare un antidoto: l’atropina.
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2- Sindrome panterinica o sindrome neurotossica anticolerginica

Specie responsabili:

Amanita panterina

Amanita muscaria

Amanita gemmata (occasionalmente)

Principi attivi:

Muscimolo (allucinogeno), acido ibotenico (precursore del muscinolo), muscazone (potenzia l’effetto del muscimolo). 

Il contenuto del principio attivo è variabile, maggiore nel fungo giovane, più abbondante nella cuticola,  più abbondante

negli esemplari estivi che in quelli autunnali. L’essicamento e  la bollitura non alterano il principio tossico, ma indubbiamente

l’allontanamento dell’acqua di vegetazione attenua il contenuto, essendo il principio solubile in acqua.

La dose letale è calcolata intorno ai 5 kg. Di fungo fresco, quantità difficilmente ingeribile.

Latenza:

Incubazione molto breve da ½ a 5 ore. Già alla fine del pasto compaiono i primi sintomi.

Sintomatologia:

Sintomi gastrointestinali con vomito e/o diarrea, mal di testa,

sintomi neurologici imponenti: eccitazione psicomotoria, vertigini, euforia ebbrezza, disturbi della parola, accessi di collera,

stato ansioso, depressione, allucinazioni visive, alterazione della personalità, disorientamento spazio-temporale, stati

confusionali, torpore e sonno profondo. Al risveglio spossatezza che può durare anche parecchie ore come dopo

una solenne sbronza.

Questa sindrome può essere procurata volontariamente, per incrementare l’effetto dell’alcool o di sostanze psicotrope in genere
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3  - Sindrome psitropica o psicodispleptica o psilocibinica

Sostenuta dai funghi sacri degli Indios messicani che da tempo conoscevano le “ virtù” magiche di questi funghi utilizzati

in occasione di cerimonie religiose dagli sciamani per ricavarne senzazioni ed effetti particolari.

Specie responsabili:

Alcuni Panaeolus: ater, cyanescens, fimicola,foenicecii, ecc…

Alcune Psylocybe: fimetaria, cyanescens, selvatica, aeruginascens

Pluteus salicinus

Forse meno tossiche:

Cortinarius infractus

Gymnopilus spectabilis

Mycena pura

Principi attivi:

Psilocibina, psilocina ed altre….

La psilocibina stabile all’essicamento ed al calore, è però idrosolubile. Dal punto di vista farmacologico si può paragonare

all’ LSD 25, ma rispetto a questo è 10.000 volte meno potente, per cui per ottenere particolari sensazioni è necessario

ingerire alcuni carpofori.

Latenza:

solitamente i sintomi si manifestano dopo 30- 60 minuti  dall’assunzione dei funghi.

Sintomatologia:

Dolori addominali e gastrici con diarrea e vomito non sempre presenti.

Di norma: cefalee, brividi, vertigini, respiro accelerato, difficoltà di accomodazione (messa a fuoco delle immagini),

perdita equilibrio, turbe psichiche con agitazione psicomotoria di tipo maniacale o depressione.

Logorrea (cascata di parole senza senso), riso immotivato, delirio, litigiosità, disforia (cambiamento dello stato di umore),

atti di violenza, ebbrezza, euforia o angoscia, impulsi erotici, disorientamento spazio-temporale, visioni colorate,

distorsione degli oggetti, allucinazioni sensoriali, fenomeni di depressione, torpore.

Il tutto termina dopo 6-10 ore dall’assunzione.
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4 – Sindrome coprinica

Sindrome che passa spesso inosservata, ma talvolta in persone a rischio può assumere decorso preoccupante.

Specie responsabili:

Coprinus atramentarius e specie affini

Coprinus micaceus (sospetto)

Boletus luridus (sospetto da crudo)

Clitocybe clavipes (sospetto)

Principio attivo:

Coprina. Questa sostanza di per sé inattiva, al momento della digestione da origine alla formazione di un principio

simil-antabuse, il quale inibisce l’enzima deidrogenasi, un enzima che favorisce la degradazione dell’alcole etilico da

parte del fegato. In tal modo si blocca il metabolismo dell’alcole etilico con conseguente accumulo di acetaldeide

responsabile della sintomatologia.

Latenza:

I sintomi si manifestano dopo 10 minuti dall’assunzione di alcool.

Sintomatologia:

Disturbi cardiovascolari (congestione, arrossamento e cianosi  al viso, al collo, al torace e poi a tutto il corpo)

accompagnati da vampate di calore, tachicardia, ronzii, ipotensione, cefalea, sapore metallico in bocca,

e nei casi più gravi: vertigini, sudorazione, nausea, vomito, diarrea, disturbi visivi, dispnea.

La sintomatologia dura 1-2 ore nei casi lievi,  più ore in quelli gravi, il tutto in dipendenza dalla quantità di alcool ingerita.
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Sindromi a lunga latenza 

5 - Sindrome orellanica:

Sindrome a latenza lunga sostenuta da  noi da funghi poco conosciuti e altrettanto poco abbondanti.

Ben più severa e frequente nei paesi dell’Est europeo (Polonia).

Specie responsabili:

Cortinarius orellanus, Corinarius  speciosissimus, loro varieà e specie affini

Sono sospetti:

Cortinarius orellanoides, venetus, cotoneus, limonius, cinnabarinus, cinnamomeus, sanguineus e

comunque sono da evitare i Cortinari a colori molto accesi, dal rosso al rosso ruggine, al fulvo, all’arancio al giallo verde.

Principi attivi:

Si tratta di tre sostanze denominate Cortinarina A, B, C, tra le quali soprattutto la B è molto attiva. Sono principi

termostabili e cronostabili (inalterabile col calore e col tempo). Una volta ingeriti hanno tempo di emivita

(tempo di dimezzamento della attività tossica)  molto lunghi, il loro effetto, quindi perdura nel tempo.

Latenza:

i sintomi possono comparire  dopo 8-36-48 ore fino a 20 giorni!

Sintomatologia:

Tipicamente bifasica:

inizialmente con manifestazioni tipo gastrointestinale ( nausea, vomito, diarrea e poi stipsi, dolori di stomaco e addominali),

sudorazione, disidratazione, secchezza della bocca, sete intensa, dolori lombari, crampi muscolari, tremori, poliuria

(emissione ripetuta di urine) e quindi oliguiria ( emissione di quantità modeste di urine), segni di insufficienza renale ed epatica.

Dopo una fase di remissione che può durare giorni (fino a 20!), l’individuo è convinto e tranquillo di aver superato la brutta

avventura di  una intossicazione da funghi, magari fastidiosa, ma banale, insorge improvvisamente una grave insufficienza renale

con anoressia, vomito, nausea, oliguria, ematuria (emissione di sangue nelle urine), segni di encefalopatia (stupore, convulsioni,

coma).

Molto frequente è il danno renale permanente. La morte può intervenire dopo il coma uremico,  in quanto l’accumulo dell’urea

nel sangue è tale da provocare il blocco dell’attività nervosa.

Diagnosi:

E’ importantissimi azzeccare la diagnosi viste le complicazioni. Il sospetto dell’avvelenamento orellanico è fondato sul ricordo 

della precedente fase gastrointestinale dovuta al consumo di funghi, e vengono valutati gli squilibri idrosalini e la grave insufficienza

epato-renale.
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6 – Sindrome falloidea

E’ l’ avvelenamento di gran lunga più frequente e responsabile di casi mortali nella nostra zona.

Specie responsabili:

Amanita phalloides

Amanita verna

Amanita virosa

Galerina autumnalis

Gelerina unicolor

Galerina marginata e simili

Lepiota helveola

Lepiota josserandii

Lepiota fuscovinacea

Lepiota lilacea

Lepiota pseudohelveola

Lepiota subincarnata ed altre le piote di taglia piccola

Principi attivi:

sostanze resistenti alla cottura e all’essicamento.

Anatossine (amanitine) responsabili della in attivazione della RNA polimerasi, per cui viene a mancare la sintesi

proteica da parte delle cellule del fegato.

Fallotossine (falloidine) innocue se assunte per via orale.

L’Amanita verna e virosa, contengono minor quantità di amanitina rispetto alla A. phalloides che concentra le

quantità nel cappello (tre volte quella del gambo)-

La dose mortale per un adulto è calcolata in circa 50 grammi di fungo fresco, ma appena 20 sono potenzialmente

fatali per un bambino.

Le lepiote hanno un contenuto minore di amanitine, per cui la dose letale si aggira sui 50 –150 gr.

Latenza:

8-14 ore, raramente 48 ore.

Sintomatologia:

dapprima compare un quadro gastrointestinale con: nausea, vomito non frenabile prima alimentare poi biliare, diarrea di tipo

coleriforme, disidratazione, dolori addominali, sudorazione, sete intensa, squilibri idroelettrici, crampi muscolari, ipotensione

con colasso cardiocircolatorio e morte già nelle prime 48 ore.

Se l’individuo la scampa, nelle successive 72 ore compaiono i danni epatici gravissimi che portano ad una encefalopatia

di origine epatica: coma profondo e morte.

Tra la fase gastrointestinale e quella epatica c’è spesso una remissione che illude tragicamente il malcapitato.

Diagnosi:

Si basa sulla valutazione del periodo di latenza sempre relativamente lungo (superiore sempre alle 6 ore),

sulla epidemicità dell’intossicazione ( è difficile che qualche commensale che abbia mangiato la stessa pietanza non manifesti

gli stessi problemi), sulla bifasicità della diagnosi. Sull’aiuto del paziente nella valutazione del sanitario ( resti della pulitura dei

funghi, resti della pietanza sospetta, vomito emesso dal paziente e suo materiale fecale).

E’ altresì importante che il vomito non venga mai frenato, lo svuotamento gastrico è un valido meccanismo di difesa.

Specie confondibili:

Con le Amanite mortali:

Amanita citrina

Amanita gemmata,

Amanita vaginata

Amanita caesarea allo stato di ovulo

Leucoagaricus sp.

Agaricus bianchi

Volvaria sp.

Con lepiota tossiche:

Marasmius oreades

Collybia dryophila

Con Galerina tossiche:

Kuehneromyces mutabilis
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7 -  Sindrome paxillica

Poco studiata ma non meno pericolosa, la sindrome paxillica ha in tempi non molto lontani (Germania 1945 –

Polonia 1965: 109 casi di cui uno mortale) ha rappresentato una delle maggiori cause di avvelenamento da funghi

specialmente nell’Est europeo.

Attualmente la frequenza è  assai diminuita grazie alla maggior attenzione  ed agli studi condotti sulla specie.

Specie responsabili:

Paxillus involutus

Paxillus filamentosus

Principi attivi:

Involutiva e chamonixina, tra l’altro responsabili del cambiamento di colore dei funghi in questione quando vengono toccati.

Non si tratta di vere sostanze tossiche, cioè sostanze responsabili di alterazioni metaboliche  dell’organismo, ma di antigeni 

(sostanze estranee che stimolano la formazione di anticorpi) con struttura non ben definita che provocano una progressiva

sensibilizzazione, proprio come un allergene responsabile di una sindrome allergica o meglio anafilattica.

Latenza:  breve o mediamente lunga 6 – 9 ore.

Sintomatologia:

Compare quando l’individuo mangia per la seconda volta o nelle volte successive il fungo. Una volta sensibilizzato,

si scatena la sindrome vera e propria:

problemi di tipo circolatorio come vasodilatazione periferica con caduta di pressione, orticaria e fragilità capillare, nausea,

vomito, diarrea. Compare poi la fase emolitica, con emoglobina nelle urine, shock.

I danni maggiori  si hanno dopo 3-4 giorni dal pasto.

Diagnosi:

Risulta assai difficoltosa perché a sfondo allergico (quindi sintomi del tutto bizzarri e soggettivi come nelle allergie alimentari)

e soprattutto per il fatto che ci possono essere persone che pur avendo condiviso il pasto non manifestano sintomatologia

(persone non sensibilizzate).

Terapia:

La classica antiallergica: antistaminici, cortisonici e sintomatici.

Specie confondibili:

Clitocybe costata

Lactarius turpis
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8 – Sindrome giromitrica

Anche questa come la giromitrica è sindrome saltuaria in quanto può colpire soltanto alcuni commensali, lasciando gli altri

senza sintomi.

Comunque è una intossicazione grave, talvolta mortale.

Specie responsabili:

Gyromitra esculenta

Gyromitra gigas

Specie sospette:

Gyromitra fastigata e Gyromitra in generale

Cudonia circinans

Principi attivi:

La giromitrina, sostanza di per se non molto tossica, ma una volta nell’apparato digerente viene trasformata dal fegato

in un composto idrazinico, molto tossico per il fegato e per il sistema nervoso.

E’ una sostanza capricciosa per diversi motivi: è volatile per cui l’essicamento prolungato all’aria aperta ne riduce la tossicità,

ma non sempre, tanto che ne è interdetta la vendita  anche se allo stato secco; la sua quantità contenuta nel fungo varia in

relazione alla stagione, alla latitudine, all’altezza di crescita, alla parte del fungo in esame. Può provocare il fenomeno di

accumulo, per cui è possibile che la sintomatologia si scateni dopo che l’individuo lo abbia consumato per 3 o 4 volte senza

danno. Infine anche a parità di quantità e di tempi di assunzione il fungo può provocare intossicazioni diverse in individui

diversi, ciò perché alcuni individui riescono ad eliminare la giromitrina  senza trasformarla in prodotto intermedio tossico.

Latenza: classicamente molto lunga fino a 48 ore.

Sintomatologia:

Disturbi gastrointestinali: malessere generale, meteorismo, diarrea, nausea, vomito, dolori gastrointestinali, ed inoltre mal di

testa e disidratazione. Nei casi gravi, dopo una breve fase di remissione (12 ore), compare la fase epatica con insufficienza

cardiocircolatoria, disidratazione e segni neurologici come agitazione psicomotoria, delirio, convulsioni, prostrazioni, disturbi

visivi. Il decesso può avvenire per collasso cardiocircolatorio o per coma con arresto respiratorio entro i primi 3-4 giorni.

Diagnosi:

Intossicazioni primaverili (epoca di crescita del fungo). Latenza mediamente lunga; Fase gastroenterica seguita  da segni epato-renali.

Sintomatologia neurologica.

Specie confondibili:

Specie dall’aspetto cerebriforme come Helvella e Morchella .
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INTOSSICAZIONI  GASTROINTESTINALI:

          Sindrome gastroenterica – Sindrome pardinica

Una lunga serie di funghi sono responsabili di disturbi gastrointestinali come vomito,  diarrea, nausea, dolori, crampi, malessere.

Talvolta in particolari casi con gravi complicazioni  tipo falloideo (Entoloma lividoalbum) o

muscarinico (Omphalotus olearius), in altri casi sintomi banali che si limitano ad una  azione purgativa (Ramaria). 

Ogni uno di questi funghi provoca disturbi assai diversi,  ma salvo casi eccezionali

( Entoloma, Hypholoma fasciculare, specie nei bambini) non si sono mai verificati casi preoccupanti.

Specie responsabili:

Tossicità costante:

Agaricus piliantinus, Boletus satanas

Omphalotus olearius

Entoloma lividoalbum

Entoloma nidorosum

Entoloma rodopolium

Hypholoma fasciculare

Hypholoma sublateritium

Tricholoma groanense

Tricholoma tigrinum

Tossicità incostante o ridotta:

Agaricus lanipes                     Boletus pulchrotinctus

Boletus purpureus                 Amanita proxima                  

Boletus rhodoxanthus          Agaricus praeclaresquamosus

Flammulina fusipes              Hebeloma crustuliniforme

Hebeloma sinapizans             Lactarius torminosus

Hygrocybe conica                  Hygrocybe crocea 

Lactarius dal sapore acre

Macrolepiota venenata          Melanoleuca strictipes      

Agaricus xanthoderma          Ramaria formosa

Ramaria stricta                      Ramaria pallida

Russula emetica                     Russula queletii

Russule dal sapore acre         Scleroderma aurantium

Scleroderma verrucosum      Scleroderma citrinum

Stropharia rugosoannulata e var.

Tricholoma pessudatum, sejunctum, sulphureum, vaccinum, virgatum.

Possibili intolleranze individuali.

Amanita ovoidea

Amanita junquillea

Armillaria mellea

Gyroporus castaneus

Suillus granulatus

Suillus luteus

Clitocybe nebularis

Principi attivi :

Molto vari, ma tutti  denominati acro-resinoidi, hanno la particolarità di produrre irritazioni  gastrointestinali più o meno

 marcate, in H. in particolare in Hypholoma fasciculare sono state  trovate sostanze ad azione debolmente citotossica ,

 similmente agli Entoloma tossici.

Latenza:

Normalmente breve, qualche ora, al massimo 18.

Sintomatologia:

Come visto sopra, segnali intestinali accompagnati talvolta da segnali neurologici.

Specie confondibili (vedere tabella)
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Intossicazione da funghi crudi

Funghi  che da cotti sono ben tollerati, se crudi o cotti poco o male possono indurre sintomatologie gastrointestinali che se quasi sempre sono banali, talvolta in persone predisposte possono creare seri problemi.

L’elenco non è breve e si allunga sempre di più poiché per apprezzare fino in fondo l’aroma ed il sapore del fungo, oggi si rende a trasformarlo sempre di meno fino a consumarlo allo stato naturale (crudo!).

Specie responsabili:

Amanite aspera, crocea, fulva, gemmata, rubescens, spissa, strobiliformis, vaginata,

Armillaria mellea, Boletus appendiculatus,, dupanii, erytropus, luridus, pulchrotinctus, regius,

Xerocomus badius, L. auriantiacum.

Clitocybe nebularis, Lepista nuda, Helvella spp., Lactarius acri in genere, Lepiota badhamii,

Morchella spp., Ramaria botrytis,  Russula olivacea, Russule acri in genere, Tricholoma saponaceum., ecc.

Principi attivi:

I principi attivi sono molteplici ed a diversa azione: emolitica, antibiotica (distrugge la flora intestinale), allergenica, irritante delle mucose intestinali, emetica ed altre.

Anche per la stessa sostanza, l’effetto può variare da individuo a individuo, a seconda del fisico ( fegato ipofunzionale, problemi intestinali, ecc.) e della suggestionabilità dell’individuo stesso.

Comunque se proprio vogliamo cucinare questi funghi, non devono mai essere preparati fritti o alla graticola, in quanto questi sistemi di cottura non garantiscono una perfetta eliminazione dei loro principi termolabili. (In sintesi questi funghi devono essere bolliti per 10-15 minuti con eliminazione dell’acqua di ebollizione) e dopo cotti normalmente.
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